Dichiarazione Presidente delle Acli Palermo

Palermo – In riferimento all’ordinanza n. 33 del 22 agosto 2020 del Presidente della Regione Siciliana Musumeci. Il presidente delle Acli di Palermo, Nino Tranchina, ha dichiarato:

Primo di tutto, custodiamo e garantiamo l’umano. Al di là delle condivisibili ragioni di tutela minima del diritto alla salute, non ci convince per diverse ragioni. Aprire un’ennesimo quanto sterile scontro istituzionale con il Viminale in questa fase di ancora emergenza Covid-19 certamente è l’ultima cosa di cui si sente la mancanza.

 C’è bisogno di responsabilità e unità da parte di tutti e non di scontri dal sapore pretestuoso ed elettorale. Se si dovesse applicare la ratio del provvedimento di Musumeci dovremmo immaginare di dover chiudere ogni servizio pubblico carente dei presupposti minimi di igiene e salute. Inoltre, respingere e chiudere la porta ai nostri fratelli extracomunitari, seppure invocando nobili ragioni, ma mettendo a serio repentaglio la vita stessa delle persone, appare quanto mai una scelta iniqua e contro la dignità della persona.

La politica deve stare sempre dalla parte della tutela primaria della vita, per la risoluzione di tutte le altre ragioni ci sono i tavoli istituzionali per discutere civilmente e negoziare.

Non può e non deve passare un messaggio che teorizza, anche lontanamente, che l’espandersi del virus in Sicilia sia da attribuire ai migranti che arrivano nella nostra regione.

Condividiamo pienamente,  pertanto la nota della Caritas Dicocesana di Palermo con l’Ufficio Migrantes ed invitiamo a riflettere ed agire conseguentemente, su quanto affermato da Papa Francesco all’Angelus: Il Signore ci chiederà conto di tutti i migranti caduti nei viaggi della speranza, vittime della cultura dello scarto.