La prima giornata del TERZJUS DAY REGIONALE 2025, svoltasi il 18 dicembre a Palazzo Branciforte di Palermo, ha rappresentato un momento di confronto di alto profilo sul ruolo del Terzo Settore nelle politiche pubbliche di sicurezza sociale, tra innovazione e cambiamento. Un appuntamento promosso dalle ACLI e da Fondazione Terzjus, che ha riunito istituzioni, mondo associativo, cooperazione sociale e rappresentanti del welfare locale e nazionale.
Ad aprire i lavori è stato Francesco Todaro, presidente delle ACLI Provinciali di Palermo, che ha introdotto una giornata densa di contenuti e riflessioni, sottolineando l’urgenza di rafforzare il dialogo tra pubblico e Terzo Settore, soprattutto in una regione come la Sicilia, segnata da livelli elevati di disagio sociale e povertà relativa.
I saluti istituzionali hanno visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti del mondo politico, ecclesiale e del volontariato: dal videomessaggio del Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, al saluto del Sindaco di Palermo Roberto Lagalla, fino all’intervento dell’Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice. Significativi anche i contributi della presidente di CSVnet Chiara Tommasini, del Capo Dipartimento del Ministero del Lavoro Alessandro Lombardi e del Vicepresidente nazionale ACLI Pierangelo Milesi, a conferma dell’attenzione nazionale verso il percorso di riforma del Terzo Settore.
Il cuore della mattinata è stato affidato alla relazione introduttiva di Luigi Bobba, presidente di Fondazione Terzjus, che ha ricostruito l’iter della Riforma del Terzo Settore, soffermandosi sullo stato di attuazione del Codice e sulle criticità ancora aperte. In particolare, è emerso con forza il tema del ritardo delle istituzioni nell’applicazione concreta degli strumenti di amministrazione condivisa, come la coprogettazione e la coprogrammazione, nonostante il quadro normativo sia ormai consolidato.
La prima sessione ha approfondito il Piano strategico per l’Economia Sociale, presentato da Gabriele Sepio, segretario generale di Fondazione Terzjus, evidenziando le opportunità che esso può offrire agli Enti del Terzo Settore. Il dibattito, arricchito dagli interventi di rappresentanti del mondo della filantropia, della cooperazione e dell’associazionismo, ha confermato la necessità di superare approcci frammentati e autoreferenziali, puntando invece su una visione sistemica e collaborativa.
Nel pomeriggio, la seconda e la terza sessione hanno affrontato due nodi cruciali: da un lato il tema della vigilanza e dell’autocontrollo del Terzo Settore, introdotto da Antonio Fici, direttore scientifico di Terzjus; dall’altro la questione della nuova fiscalità degli ETS e delle imprese sociali, alla luce delle recenti indicazioni dell’Unione Europea, con l’intervento di Gabriele Sepio. Le tavole rotonde hanno favorito un confronto diretto tra esperti, dirigenti associativi e operatori del settore, dando spazio anche alle domande del pubblico.
Nel corso della giornata è emersa con chiarezza una consapevolezza condivisa: in un territorio come quello siciliano, dove circa il 40% della popolazione vive in condizioni di povertà relativa, non è più rinviabile la costruzione di tavoli di concertazione stabili tra istituzioni e Terzo Settore. Solo attraverso un’azione coordinata e una reale amministrazione condivisa sarà possibile rispondere in modo efficace alle nuove fragilità sociali.
La prima giornata del TERZJUS DAY REGIONALE 2025 si è dunque chiusa con un messaggio forte: il Terzo Settore non è un attore marginale, ma una leva fondamentale per il futuro del welfare, chiamata a fare rete, innovare e collaborare per costruire comunità più giuste e inclusive. Un percorso che le ACLI Palermo continueranno a sostenere con convinzione, promuovendo spazi di dialogo e partecipazione attiva.







