Le Acli di Palermo hanno partecipato con profondo rispetto, nella mattinata del 19 luglio, alla commemorazione della strage di via D’Amelio, presso la caserma Lungaro, insieme al sindacato di Polizia SIAP, alle autorità civili e militari, e ai familiari delle vittime della mafia. Un appuntamento che da anni si rinnova con lo scopo di tenere viva la memoria di Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta, caduti per mano mafiosa nel 1992.
Davanti al Reparto Scorte, per ricordare e costruire
La delegazione delle Acli Palermo, guidata dai rappresentanti locali, ha preso parte al momento di raccoglimento davanti al Reparto Scorte della Polizia di Stato. Presenti il Questore di Palermo, autorità civili, sindacali e religiose, insieme a cittadini e studenti che, ogni anno, scelgono di testimoniare la loro vicinanza e gratitudine a chi ha sacrificato la propria vita per la difesa dei valori costituzionali.
Le parole di chi ha vissuto la tragedia
Hanno risuonato con particolare forza le testimonianze di Salvatore Borsellino, fratello del giudice, e di Antonio Vullo, unico agente sopravvissuto alla strage. Le loro parole, cariche di dolore e di determinazione, hanno ribadito quanto quella tragedia non fosse inevitabile e quanto sia ancora necessario lottare per ottenere verità e giustizia. La memoria, infatti, non è solo un atto simbolico: è un impegno concreto per costruire una società fondata su legalità, equità e rispetto delle istituzioni democratiche.
L’impegno delle Acli Palermo per la cultura della legalità
La presenza delle Acli Palermo a questa iniziativa si inserisce in un percorso di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva che l’associazione porta avanti da anni nei quartieri della città. Ricordare Paolo Borsellino non è soltanto un omaggio al passato, ma è soprattutto una sfida rivolta al presente: contrastare ogni forma di criminalità organizzata, di corruzione e di indifferenza.
Come sottolineato dai rappresentanti dell’associazione:
“Il sangue versato da chi ha difeso lo Stato non può essere considerato una morte invano. È un seme che continua a indicare la strada: non può esistere progresso umano e sociale senza la liberazione dal giogo della mafia e di ogni forma di criminalità.”
Acli Palermo Borsellino: una memoria che diventa azione
La frase chiave “Acli Palermo Borsellino” riassume il significato profondo di questa partecipazione: le Acli palermitane non solo ricordano, ma si impegnano concretamente, ogni giorno, nel promuovere una cultura alternativa alla violenza e al malaffare. Una cultura fatta di lavoro dignitoso, solidarietà, inclusione sociale e responsabilità collettiva.
